Marguerite Duras: L’amante
Breve ma denso, nudo, essenziale, un po’ ermetico. L’amante di Marguerite Duras più che raccontare la storia di un amore raccoglie le riflessioni diaristiche di una quindicenne ormai adulta, di una bambina cresciuta troppo in fretta, costretta a rinunciare all’infanzia, catapultata in un mondo cinico, avverso, ostile in cui anche l’amore viene asservito alla brutale logica del denaro, calpestato dalle maldicenze di una società bigotta e puritana, troppo occupata a salvare le apparenze per concedersi il lusso di soffermarsi a pensare. Sullo sfondo dell’Indocina degli anni trenta, della colonizzazione europea, della guerra, della discriminazione razziale, la follia, l’odio, la violenza dipingono l’oscuro ritratto di una famiglia dilaniata da un dramma consumato sottosilenzio, accanita persecutrice di se stessa, del degrado, delle sue nevrotiche aspirazioni.
Scarna, riluttante, tagliente come una lama, la scrittura di Marguerite Duras penetra nelle ossa, trafigge il midollo del lettore mettendolo dinanzi alla cruda ma reale evidenza di una verità che, seppur ingiusta o intollerabile, rimane comunque tale.
Per gentile concessione di: Giuliana Gugliotti
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