Perché leggere ad alta voce per i bambini?
La maggior parte dei bambini di oggi manca di quella comunicazione che può crearsi con l’adulto attraverso la lettura partecipata e condivisa di un libro. I genitori sembrano non avere tempo per leggere con i propri figli: i problemi che le famiglie affrontano sono sempre più numerosi e assorbono completamente la mente degli adulti e… i bambini? Hanno anche loro delle responsabilità in questa mancanza: in fondo sembrano apprezzare molto di più un passatempo come la TV o i videogiochi.
La verità comunque è che dovrebbero essere gli adulti, mamme, papà, nonni, a prendere per mano i propri figli e a guidare la loro attenzione verso un libro. E’ davvero così difficile spegnere il piccolo schermo e portare con sè i bambini nel mondo della fantasia? Basta anche ritagliare un’ora ogni giorno per far conoscere ai piccoli questo nuovo oggetto.
Il libro, infatti, è del tutto sconosciuto ai bambini… e come ogni cosa sconosciuta stimola la loro curiosità: la sua consistenza (penso ai libri rivolti alla prima infanzia, creati per stimolare il tatto o l’olfatto) e soprattutto le sue immagini, attirano l’attenzione dei più piccoli, schiudendo mondi nuovi e possibilità di innumerevoli fantastiche avventure.
Leggere ad alta voce con i propri figli significa offrire loro la possibilità di apprezzare la lettura, insegnar loro che si può leggere per piacere prima che per dovere. La scuola di oggi, infatti, identifica sempre più la lettura con il dovere, con l’apprendimento di una tecnica; spegne il desiderio dei piccoli, che si sentono soltanto costretti a leggere. La lettura partecipata consente, invece, di creare con i propri figli uno spazio di condivisione di emozioni e fantasie. Significa arricchirsi insieme, percepire empaticamente il mondo interno dell’altro.
Le favole più famose (Cappuccetto rosso, Biancaneve, Cenerentola) sono un valido strumento anche per educare i propri figli, per trasmettere dei valori: basti pensare al messaggio di fondo che contengono, a come, attraverso la fantasia, riescano a trasmettere la necessità di diffidare a volte delle persone che abbiamo accanto, che potrebbero ingannarci. E l’adulto che narra, oltre a passare questo tipo di messaggi, può restare contemporaneamente per il bambino la fonte di sicurezza primaria durante la scoperta degli aspetti spiacevoli del mondo, la certezza che esistono nella propria vita persone sulle quali contare.
Il bambino che sbadiglia o interrompe per fare domande sta solo prendendosi del tempo per elaborare ciò che gli è stato narrato, per metabolizzare la realtà del mondo. Solo affrontando con l’adulto questa esperienza riuscirà ad apprezzare le gioie della lettura.
Per questo… leggete con i vostri figli, prendetevi qualche ora di pausa dalle vostre frenetiche vite e spegnete la TV, per accompagnarli nella scoperta della fantasia e della realtà, delle emozioni e delle paure, ma soprattutto per condividere tutto questo con loro!
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