sottili differenze di prospettiva

Jonathan Coe: Donna per caso

Jonathan Coe: Donna per caso Ho sempre creduto che non avrei mai potuto scrivere di un libro che non mi avesse colpita o appassionata... e invece oggi vorrei parlarvi di "Donna per caso" di Jonathan Coe.

Ho amato molto questo autore in due precedenti opere: "La casa del sonno" e "La pioggia prima che cada". In questa lettura, invece, non ho ritovato nessuno di quei toni folli ed esilaranti, profondi e descrittivi, che tanto, della scrittura di Coe, mi avevano affascinata.

"Donna per caso" è la storia di Maria, una donna qualsiasi, come lo stesso autore la definisce nell'incipit del romanzo; una donna di cui Coe racconta la vita, soffermandosi su alcuni eventi essenziali della sua esistenza: il college, la vita matrimoniale, il dolore del divorzio.

Una donna con una vita mediocre e deprimente, come tante altre del resto, ma una donna al limite del patetico, che si lascia scorrere la vita tra le dita, senza mai afferrarla, senza mai diventarne padrona. Maria sembra subire passivamente gli eventi, non sa emozionarsi per i momenti di gioia, non conosce la felicità.

E' una donna senza alcuno scopo nella vita, che preferisce vivere nel dolore di un passato che non tornerà, piuttosto che prendere in mano le redini della sua storia e condurla con determinatezza.
Una donna che non riesco ad apprezzare, forse perchè appartengo ad una società in cui l'eterno sesso "debole" ha conquistato i suoi spazi, forse perchè credo nella forza del singolo individuo e nella sua capacità di fare appello a se stesso e rialzarsi dopo essere caduto, di reagire alle difficoltà che la vita inevitabilemente pone sul suo cammino, alle crisi che ogni nuova fase del ciclo di vita propone all'essere umano.

Il racconto, solo a tratti divertente, si fa spesso noioso e prolisso e quando risveglia nel lettore la curiosità, derivante da un qualche colpo di scena, tende a smorzarla immediatamente, cambiando i toni e le situazioni narrate.

Anche nell'improvvisa conclusione, paradossalmente (ma forse lo scopo di Coe era proprio questo) tutto sembra finire "per caso", così com'è cominciato, lasciando nel lettore la vaga impressione di non essere riuscito a cogliere l'ultimo, conclusivo sviluppo della vicenda della protagonista.

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