sottili differenze di prospettiva

Segnali contrastanti

Segnali contrastantiSegnali contrastanti in questi giorni pongono interrogativi ed invitano a consolidare pensieri e scelte. Sono stati feriti dei ragazzi in un'azione di camorra dimostrativa e di gravità senza precedenti nelle stesse cronache criminali. Le famiglie che si contendono le piazze della droga espongono da tempo i minori ad un programma di coinvolgimento nelle varie fasi dello spaccio. Non c'è da meravigliarsi che gli stessi minori siano colpiti a rischio della loro vita.

Vuol dire che il mondo tutto integrato della criminalità ha una sua cultura che attraversa l'intera vita delle famiglie. Non sono azioni isolate o conflitti occasionali. Lo stato di diritto aggredisce questa realtà ma non riesce a svuotarla dal suo perverso motivo di sentire ed agire.

Anche i modelli che possono essere offerti ai più piccoli come stile di vita, come cultura in cui crescere, come esperienze gioiose, sono completamente diversi da quelli che una sana pedagogia si sforza di proporre nella normalità dell'azione educativa. E qui si manifesta la debolezza della normalità, quando in contesti della periferia urbana, non è possibile vivere relazioni serene, coinvolgenti.

A risentirne sono soprattutto i più giovani che non possono sperimentare nel loro immaginario e nel loro bagaglio di esperienza, occasioni di svago, di crescita delle loro abilità e di espressione creativa, al di fuori della famiglia, della scuola e della chiesa, quando viene frequentata.

Sono ambiti che, nonostante ogni sforzo lodevole, si presentano oggi insufficienti e spesso incapaci di contrastare la cultura del consumo, del vuoto, della violenza e del crimine. E' bene guardare con onestà intellettuale la mancanza di una vera progettualità educativa.

Una grande apertura alla speranza ci viene dall'elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti. Ciò che conta in questo frangente non è tanto la personalità dell'eletto, che sarà messo alla prova dai gravi problemi del suo Paese e dalla congiuntura internazionale, quanto un voto che la popolazione ha rivelato e che diviene protagonista di una svolta storica.

Anche questo dato va analizzato e si mostra interessante la complessità delle varie letture della scelta. Sorvolo sull'attesa di una maggiore sicurezza economica che certamente è stato forte motivo di fiducia come anche su una possibile alternanza di indirizzo ideologico.

In effetti nel mondo occidentale, dopo la caduta del muro non si può esasperare una contrapposizione, quando il sistema neoliberista coinvolge ogni iniziativa economica. A me sembra suggestivo che una maggioranza così composita come è quella di nuovi larghi strati di popolazione di origine ispanoamericana, afroasiatica, abbia prevalso sulla composizione di quegli americani che sono lontani figli dell'Europa. Gli abitanti degli Stati Uniti non finiscono di stupire per la capacità di vivere la democrazia in modo reale, spostando l'asse delle esigenze personali o collettive, senza sottostare spesso ai grandi gruppi di potere.

Sarà una vera autonomia di orientamento e di impostazione? Lo vedremo, ma è certo che anche la vecchia Europa avrà la possibiltà di rivedere le sue pretese di presunzione di civiltà, e spogliarsi di una narcisistica di identità che cerca sempre nuovi nemici verso cui indirizzare le proprie insicurezze. Le grandi tensioni sui problemi dell'immigrazione ne sono una prova.

Per gentile concezione di: Fabrizio Valletti sj (tratto da Fuga di Notizie - Novembre 2008)

 

 


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