Di recente è stata diffusa la notizia secondo la quale la RAI sarebbe intenzionata a chiudere la popolare fiction di Rai 3 "La nuova squadra", attualmente realizzata presso il Centro Polifunzionale di Piscinola.
La fiction, nata nel 1999, ha al suo attivo ben 10 serie: otto con il titolo "La squadra"; due, più recenti, dal titolo "La nuova squadra", cha hanno visto l'abbandono dei volti noti della storica fiction e il trasferimento delle storie in una nuova ambientazione, da Piscinola alla zona di Spaccanapoli.
Il cambiamento, però, sembra non essere piaciuto ai telespettatori: gli ascolti, infatti, sono notevolmente calati, forse perchè gli spettatori erano affezionati ai vecchi protagonisti e alle loro vicende o forse, come qualcuno fa notare, a causa della collocazione del programma nel palinsestoRAI (il mercoledì sera, spesso in concomitanza di importanti partite di calcio).
Il calo degli ascolti registrato nell'ultima stagione sembra essere il motivo fondante la decisione della RAI di chiudere la produzione, che, nonostante gli esterni siano girati in tutta la città e, vista la nuova ambientazione, soprattutto tra i vicoli del centro storico, ritengo comunque essere un prodotto "di casa nostra", dato che le riprese interne sono tutte girate qui a Piscinola.
Da quando è stata resa nota la possibilità che la fiction chiuda i battenti, oltre ai numerosi fans anche i sindacati hanno dato inizio alla loro protesta: se il centro di produzione sito a Piscinola dovesse chiudere a seguito dell'eliminazione della fiction dal palinsesto, circa 250 persone, di alta competenza e professionalità, resterebbero senza lavoro dopo anni di onorato servizio; senza contare le circa 2000 comparse che gravitano attorno alla realizzazione della serie.
Oltre al preoccupante dato in un periodo in cui la crisi occupazionale pesa ancora di più del solito sulle spalle dei napoletani, ciò che, a mio parere, lascia perplessi è che a livello nazionale sia pensabile la chiusura di una delle poche e più importanti produzioni televisive del Sud - interamente realizzata con risorse interne - che mi sembrerebbe piuttosto da considerare motivo d'orgoglio.
Inoltre, come viene sottolineato da Luciano Giannini nella lettera aperta pubblicata da "Il Mattino", il centro di Piscinola è un fiore all'occhiello per il territorio, rappresentando un'opportunità di lavoro per i napoletani, ma anche un esempio per i giovani (pare che il set sia stato aperto a visite guidate di scolaresche) e una possibilità per chi "aveva bisogno di riscattarsi dagli errori del passato".
Infine mi sembra giusto ricordare che questa produzione ha funzionato da traino per la costruzione del Teatro Area Nord, sito nei locali del Centro Polifunzionale, una grande opportunità di sviluppo culturale per il territorio della VIII municipalità.
Ci si chiede, dunque, quale sarà il destino della struttura una volta abbandonata dalla produzione: andrà forse ad aggiungersi ai numerosi spazi inutilizzati della zona?
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