La luna bambina
Luna piena,
oh luna piena di marmellata,
una fetta di pane nel reame della notte,
un sussurro di burro si adagia sulla mollica morbida,
una goccia di nero caffè,
una zolletta tenera di zucchero,
ti assaporo nell'oro bianco,
fra il buio saltimbanco e
il vecchio sole stanco che scompare,
lontano nelle lampare.
Luna piena.
calice di rosè frizzante e profumato,
ebbri e tristi i tramonti che hai celebrato,
il solitario e disperato poeta,
perenne anacoreta della tua irragiungibile meta,
lassù lontana e gitana,
immobile cortigiana fra mille pericoli e oscuri vicoli,
una sciabola d'argento incide la giugulare del sentimento,
luna piena di sangue mai una lacrima piange,
ed io cantore a tutte le ore,
occidentale attore,
orientale e oscuro signore,
con l'arpa del musicante e
il passo stanco del viandante,
assaggio l'amaro terreno della speranza,
coltivo l'assurdo miraggio,
nella mia piccola
stanza alla ricerca del tuo raggio,
nel profumo intenso del mese di maggio.
Oh luna piena di inchiostro,
allontani gli incubi del mostro
ed esalti gli effetti danzanti del mosto
ed io mi perdo,
nell'ultimo riflesso di quel bicchiere scolorito
mentre quel liquido scuro scende lento nel mio pensiero.
Oh luna piena questo mio cuore ancora trema.
Francesco Finizio
2 Risposte »
Lascia un commento
Ciao ,bella poesia ,complimenti !!!!
non sono un esperto in poesie ma mi sembra bella