Il tempo
E' presto per stordirsi sotto
questi argenti gelidi e oscuri;
è presto per respirare i cianuri
prossimi ai respiri affannosi;
è presto varcar la soglia della svaligiata tomba
fra rovi secchi e plastiche brutali di fiori finti;
è presto ardere nel braciere le passioni
e i ricordi di ingordi e sordi coiti;
è presto volare con la mente nel cielo
canzonato dalle grasse nubi che ruttano tuoni;
è presto terminare il viaggio nell'amore selvaggio,
sparare a quel cuore nel pomeriggio,
salivar pretese di amante petulante e intrigante.
E' bello lo scriver sottile,
retrattile pennino che distende
il nero inchiostro della meraviglia,
che impasta i colori con la fanghiglia,
che manda a morire quella chiglia;
è bello l'oscurar tremendo dell'onda imponente,
lo sciogliere illusioni nell'aria di tempesta
mentre il giacimento dello spirito,
resta e attende ancora che
passi e fugga via l'emozione ormai abolita
del fecondo tramonto.
E' tardi ormai per tutti decifrare l'assurda risata,
improvvisa, della morte che ti regala la sua divisa.
Autore: Francesco Finizio
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