Il lavoro di gruppo oggi
Quasi tutte le aziende enfatizzano il lavoro di gruppo come modello operativo vincente sul mercato, ma la realtà spesso si rivela differente. La bibliografia e le pubblicazioni in materia non mancano: si sprecano le tesi su come creare e gestire un gruppo di lavoro, sulla psicologia e le dinamiche del gruppo... La teoria è piena di acronimi e di metodologie spesso simili. La realtà, però, si discosta notevolmente dalla teoria.
Nella maggior parte dei casi nelle aziende si lavora da soli, facendo leva sulle abilità e competenze del singolo, mentre si identifica erroneamente il lavoro di gruppo con l'esecuzione degli ordini e con la partecipazione a riunioni o brainstorming, finalizzati per lo più a favorire l'adozione di linee d'azione sostenute dal top management. Inoltre, oggi, con le frequenti riduzioni del personale, spesso bisogna lavorare doppiamente per sostituire le risorse «tagliate»: in una situazione del genere non c'è tempo nè spazio per lavorare in gruppo; l'individuo deve risolvere problemi, essere operativo, efficace ed efficiente.
In azienda, insomma, prevale un individualismo mascherato da lavoro di gruppo nonostante un reparto, una divisione, un dipartimento, l'impresa stessa rappresentino effettivamente un gruppo e, in quanto tale, dovrebbero far sorgere fra le persone delle relazioni e dei rapporti che facilitino un costruttivo interscambio di opinioni, mezzi, idee e strumenti. Naturalmente si imparano le dinamiche di gruppo negli istituti superiori e nelle università, dove sempre più spesso si adotta il metodo del Cooperative Learning (CL) come strumento di apprendimento: attraverso le esercitazioni simulate i laureandi cercano di prepararsi alla realtà aziendale. L'impressione, però, è che una volta che gli studenti abbandonano tale status per entrare nel mondo del lavoro, abbandonino anche le regole tanto faticosamente apprese per adeguarsi e adattarsi ai nuovi e reali schemi di lavoro. I neoassunti si uniformano immediatamente al comportamento aziendale di ipercompetizione, che riduce drasticamente il livello di interazione fra gli individui.
Eppure sembrerebbe evidente che, per le aziende, inserite in un contesto competitivo e dinamico, che impone sempre nuove sfide... due teste che pensano contemporaneamente sono certamente migliori di una! Le organizzazioni devono affrontare continuamente nuovi problemi ed essere sempre più competitive e vincenti in un mercato in costante mutamento, pertanto il lavoro di gruppo dovrebbe riuscire ad ottimizzare in modo adeguato le competenze richieste poichè fa emergere, accanto alle competenze tecniche di cui ognuno dispone, anche le competenze sociali e relazionali, e permette di evidenziare le potenzialità di ciascun lavoratore nonchè le modalità con cui tali capacità individuali possono diventare fondamentali per l'azienda.
Il lavoro di gruppo, così attivato, consente di perseguire un cambiamento reale apportando un know-how specifico e determinando un lavoro ed un risultato comuni. Se il gruppo è aperto, nuove risorse potranno inserirsi con facilità e integrarsi in esso senza alcun problema, operando con creatività, produttività, efficienza ed efficacia; gruppi di piccole dimensioni sono più efficienti nel raggiungimento dei risultati specifici perchè in essi si riscontra maggiore impegno e concentrazione nella risoluzione del problema o nel perseguimento dell'obiettivo da parte di ciscun partecipante, proprio in virtù delle relazioni di cooperazione che si sviluppano tra le persone.
Nell'ambito del team o gruppo di lavoro, si ha infatti un costante scambio di conoscenze e di competenze, tale da integrare le reciproche lacune in alcune aree non solo tecniche, ma anche personali, come la flessibilità, la dinamicità, ecc., che rappresentano i nuovi canali con cui si possono espandere le conoscenze. Il lavoro risulterebbe facilitato non soltanto per la possibilità di utilizzare al meglio le comptenze del singolo, ma anche per l'inevitabile influenza che le relazioni di interdipendenza, che si sviluppano nel tempo, hanno sulla produttività del gruppo stesso.
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