sottili differenze di prospettiva

Susetta Spinola di Scampia – oltre vent’anni di satira a Scampia

Il 10 giugno scorso, al centro Hurtado, l'ultimo appuntamento del Caffè letterario di quest'anno sociale dell' Ulten Auser è stato dedicato alla presentazione del libro del nostro Salvatore Tofano. Si tratta della raccolta di una parte delle tante vignette con le quali egli, mensilmente, firmandosi Stof, stuzzica, fa sorridere, suggerisce pensieri. Il titolo è Susetta Spinola di Scampia - oltre vent'anni di satira a Scampia ed è stato edito da The Boopen.

La vita di Susetta era nelle dita di Salvatore Tofano quando questi era un ragazzino. Già alle elementari disegnava ed era tanto bravo che il fratello ne barattava le prime semplici opere grafiche con gli amici di classe, ricavandone caramelle e leccornie varie. Quella capacità si affinò sempre più fino a diventare un modo di esprimersi e anche uno strumento didattico per rendere l'insegnamento, a cui aveva nel frattempo indirizzato la sua vita professionale, più piacevole e attraente.

Susetta  nasce nel 1987, ma appare per la prima volta nel 1990 su La testata di Chiaiano e, successivamente, su L'altra Napoli. Da ultimo, ma già si contano i lustri, la sua casa è diventata il nostro mensile e il sito www.fuoricentroscampia.it. Susetta alla nascita aveva il volto, ma non il nome. Quando prese il nome, perse il volto. Nessuno l'ha mai vista in faccia. E nessuno mai la vedrà se non è riuscita neppure ad Antonio Caferra che, nel libro, per omaggiare l'Autore e la sua invenzione, inserisce un gustoso racconto fantastico, centrato proprio sull'incontro con Susetta alla fermata dell'autobus.

Ma chi è questo personaggio di inchiostro? Ce lo dicono Sara Di Somma e Simona Del Vecchio nella prefazione al libro. Susetta  è una novella Alice disincantata che ci regala pillole di satira. E' un'anticonformista. E' un'acuta provocatrice. E' una 'nzista, ovvero una persona che non si arrende e insiste per farsi ascoltare. E' una che fa di Scampia il mondo e, per questo, avvicina il mondo a Scampia.

Ernesto Mostardi, l'animatore di Fuoricentroscampia, intervenuto alla presentazione, ha espresso gratitudine all'autore perchè, ha detto, "contribuisce ad elevare il grado di autostima della comunità di Scampia". Fino a 10 anni fa, secondo Mostardi, nel nostro quartiere c'era quasi una totale egemonia di gruppi sociali vicini alla criminalità e all'illegalità. Pian piano, però, questa egemonia è stata erosa dalla gente normale, quella che lavora e lotta ogni giorno per una città vivibile, civile e democratica.

I vari gruppi in cui questa gente si esprime (associazioni, volontariato, ecc...) si sono messi in relazione e hanno dato vita ad aggregazioni e produzioni culturali. E' questo che produce senso e memoria. E Susetta è l'anima, la rappresentante di questa umanità. Il suo personaggio, secondo Ernesto Mostardi, "esprime la crescita del contesto", "spinge ad andare (con i contenuti) oltre il limite territoriale", "evita la funzionalità al degrado", "va oltre Scampia".
In chiusura di serata è intervenuto Fabrizio Valletti. A suo giudizio il successo delle vignette di Susetta è da attribuire non tanto alla loro espressione grafica, quanto alla parola. Queste vignette, infatti, vivono di tesi e antitesi. Il loro procedimento logico-linguistico suscita "un'attesa" che trova uno sbocco nella differenza di registro in cui l'Autore fa precipitare il dialogo col lettore, attivando in lui l'opzione antagonista, ovvero la scelta di campo.

Tutte le vignette hanno questa dinamica. Attraverso la parola, la sua preziosità, Tofano riesce a rievocare il vissuto. La prima battuta è una parola che osserva, la seconda ci apre un movimento di pensiero, di criticità.  Il "gioco delle parole", come insegnano Gianni Rodari e Mario Lodi, "non è banale". Per completamento noi, i lettori di Susetta, dovremmo dare la terza battuta, ovvero agire sul nostro vissuto per "destrutturarlo" e aprirlo al nuovo.

Ecco come l'uso delle parole, anche nella semplice struttura di una vignetta, consente di svolgere una funzione di attivazione della riflessività e, in ultima istanza, educativa. Questo è il compito incommensurabile che Stof svolge con passione e intelligenza, del quale gli siamo grati insieme - ne siamo certi - alla sua creatura.

Per gentile concessione: di Giuseppe Finaldi
Tratto da Fuga di Notizie Luglio-Agosto 2010

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