10.10.10: Una vita senza la pena di morte!
Ricorre oggi, 10.10.10, l'ottava Giornata Internazionale contro la pena di morte, che Amnesty International dedica quest'anno alla pena capitale negli Stati Uniti D'America. Qui, infatti, solo 15 dei 50 stati appartenenti alla Federazione, sono da considerarsi abolizionisti.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) riconosce all'art. 3 il diritto alla vita e alla sicurezza; la pena di morte viola tali diritti fondamentali, pertanto va necessariamente abolita.
Negli Stati Uniti nel 2010 sono state già eseguite 39 condanne a morte e circa 3200 persone si trovano attualmente nel "braccio della morte" in attesa di subire la propria condanna (dati forniti da Amnesty International); la pena è eseguita con diversi metodi, dalla sedia elettrica all'iniezione letale, che causano il più delle volte atroci sofferenze per i condannati.
Molti sono gli studi effettuati in questo campo e tutti dimostrano l'inutilità di tale strumento come garante di giustizia: spesso la pena capitale sembra trasformarsi in un atto discriminatorio, dato che la maggioranza dei condannati risulta appartenente a minoranze etniche o versa in condizioni di disagio e povertà. Inoltre, essendo, negli Usa, prevista la pena di morte per reati specifici - quali omicidio e omicidio indiretto - tale attuale sistema giudiziario, da troppi considerato perfetto garante della sicurezza pubblica, rischia di incorrere nell'errore, clamoroso e non poco frequente, di condannare ingiustamente un innocente.
Oggi con la Giornata Internazionale contro la pena di morte associazioni, istituzioni, semplici cittadini promuoveranno il diritto alla vita e alla giustizia dichiarando la necessità dell'abolizione di una pratica iniqua, inumana e irrispettosa dei fondamentali diritti umani quale la pena capitale.
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