sottili differenze di prospettiva

Progetto riqualificazione Scampia

Intervista all’ Architetto Enrico Martinelli
(Dirigente servizio valorizzazione delle periferie urbane)

Questo mese abbiamo incontrato l’architetto Enrico Martinelli, responsabile del Piano di Riqualificazione sul territorio di Scampia, un progetto di cui Fuga di Notizie si è occupato più volte, per sapere cosa ne sarà degli ormai interminabili interventi di riqualificazione.
D: Architetto, quali sono i macro obiettivi del progetto?
R: Premetto che la riqualificazione urbana è un processo complesso, che ha i suoi tempi. Detto questo posso affermare che l’obiettivo principale, è implementare alcuni elementi positivi all’interno di un contesto “stagnante” affinchè possano mettere in moto il processo di riqualificazione.
D: Quali, invece, i tempi di realizzazione?
R: Il tutto è partito nel 1995 con una delibera in cui si stabilivano gli obiettivi, i finanziamenti e le risorse strumentali. Il vero Piano di Riqualificazione fu approvato nel 1998. Nello stesso anno fu aperto il primo cantiere, quello all’incrocio tra via Gobetti e via
Labriola, che è purtroppo ancora aperto. Per quanto riguarda la demolizione delle vele, ci sono state delle “difficoltà tecniche” dovute al tipo di struttura, una struttura scatolare in cui non ci sono pilastri (se non ai primi due livelli). La mancanza di pilastri rende più complessa l’opera di demolizione. Infatti la struttura non ha ceduto subito,comportando dei ritardi. Ciò non significa che niente è stato fatto o che tutti i tempi non sono stati rispettati. La priorità assoluta era la realizzazione di 1000 alloggi per i residenti delle vele.
Bene, ad oggi sono stati realizzati il 90% di questi alloggi.
Rimangono ancora circa 120 famiglie, per le quali stiamo lavorando. Inoltre diverse zone precedentemente occupate da sottopassi sono state risistematizzate come aree di verde attrezzato e parcheggi pubblici, è stata sistematizzata la strada adiacente al Lotto U, abbiamo realizzato la sede INPS, la parrocchia S. Maria Maddalena, il Polo Artigianale, Piazza Giovanni Paolo II e non ultima Piazza Telematica.
D: Quali i fondi a disposizione?
R: Furono stanziati 250 miliardi di lire. Dal 1998 ad oggi sono passati 12 anni, in cui c’è stata una spesa di circa 1,7 miliardi di lire all’anno. I fondi ci sono, non è questa la causa dei rallentamenti nei lavori. Forse il problema è più di carattere culturale che politico, un progetto così grande si nutre anche di entusiasmo e come in tutte le cose ci sono periodi di maggiore attivismo e periodi in cui l’entusiasmo va calando.
Attualmente siamo in un periodo di maggiore sofferenza da questo punto di vista.
D: Cosa c’è ancora da fare?
R: Beh, mancano due grandi obiettivi: Piazza della Socialità e la sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Per quanto riguarda Piazza della Socialità i lavori sono in corso, posso dire con orgoglio che sarà terminata fra circa un anno e mezzo. Piazza della Socialità è un progetto complesso, si tratta di un intervento integrato in quanto prevede : edilizia pubblica, edilizia residenziale privata, negozi, uffici e tutte le attrezzature proprie di una piazza. È un progetto importante per Scampia.
D: Scampia ha bisogno di una piazza viva, non dell’ennesima cattedrale nel deserto. Piazza della Socialità sarà facilmente raggiungibile? Ben collegata con il resto del quartiere?
R: Piazza della Socialità sarà realizzata alla fine di via Gobetti ed avrà una struttura aperta, in quanto parliamo di una piazza. Il problema dei collegamenti è da affrontare, magari con il Dipartimento di Sociologia. Comunque sono già state previste delle zone pedonali che attraverseranno anche il parco di Scampia.
D: E la Facoltà di Medicina?
R: L’apertura del cantiere per la realizzazione della facoltà era strettamente legata alla demolizione delle vele. Una volta iniziati i lavori rimane di fatto una situazione complessa, di oggettiva difficoltà. Al riguardo non so e non posso dare dei tempi.

di Simona Del Vecchio & Fabiana Romano tratto da Fuga di notizie maggio 2010


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