sottili differenze di prospettiva

Archivio per gennaio, 2011

… Nostalgia di un’altra Italia.

Un amico mi ha girato questa lettera qualche giorno fa e ho deciso di pubblicarla. E’ una lettera che vale la pena leggere fino in fondo perchè, a partire dagli scandali che negli ultimi giorni stanno portando il nostro premier alla ribalta sulle pagine della stampa nazionale e internazionale, fa riflettere non tanto sulla situazione politica italiana, quanto sull’assenza di una reale educazione ai valori imperante nella nostra società. A fronte dell’elevato numero di ragazze coinvolte nel cosiddetto Rubygate, Claudio Fava si pone una semplice ed ovvia domanda: e i loro padri dov’erano?
Quanti rapporti familiari artefatti, quanta mancanza di valori ha messo in luce quest’ultimo scandalo della nostra politica: è così facile per un padre permettere alla propria figlia di svendere il proprio corpo in cambio di soldi e notorietà?

Mutatis…mutande

Cosa pensereste di una donna che non indossa le mutande? Sicuramente che è una poco di buono. Ebbene dovete ricredervi: nella storia non è sempre stato così, anzi. Nel 1700 le mutande erano un accessorio sconcio, addirittura considerato satanico dalla chiesa, indossato esclusivamente dalle femmine di strada o dalle più libertine e ripudiato dalle nobildonne. Ebbene si. Il capo d’abbigliamento che oggi quasi tutte le donne reputano indispensabile è stato invece a lungo considerato indecente nel corso dei secoli.

Chi ha ucciso la libertà italiana (di stampa, di espressione, di pensiero)?

Che fine ha fatto la libertà di stampa? E con essa la libertà di espressione, di pensiero, di dissenso? Libertà è una parola grossa, dal respiro troppo ampio perché un Paese con il fiato corto come l’Italia possa ancora permettersi di pronunciarla; libertà è una parola dal sapore sempre più amaro, come un caffè non zuccherato nel Paese in cui il caffè è un culto; una parola che stordisce come luce negli occhi nel Paese del Sole. La libertà (di stampa, di pensiero, di dissenso) in Italia è una contraddizione in termini; un controsenso forsennato di chi corre in autostrada contromano nell’illusione di trovarsi sulla corsia giusta. Che fine ha fatto la nostra libertà? E soprattutto, ne abbiamo mai avuta una?

Sia commiserata la nazione

Pieta’ per la nazione i cui uomini sono pecore
e i cui pastori sono guide cattive
Pieta’ per la nazione i cui leader sono bugiardi
i cui saggi sono messi a tacere…

Scampia felice!

Laboratorio Politico dal nome piuttosto significativo, “Scampia felice”, nasce dall’esigenza di un gruppo di cittadini del territorio che, in seguito al successo riscontrato da altre esperienze di aggregazione civica e soprattutto in vista delle future elezioni comunali, hanno ritenuto opportuno attivare uno spazio di confronto e discussione per stimolare la produzione “dal basso” di idee, riflessioni, progetti che abbiano come obiettivo il cambiamento e la riqualificazione di tutto il territorio dell’VIII Municipalità.

Stieg Larsson: Uomini che odiano le donne

Primo volume della trilogia Millennium, Uomini che odiano le donne, è l’affascinante storia che coinvolge un giornalista svedese in crisi e una ragazza “strana” ma straordinariamente intelligente che ha alle spalle una storia amara di abbandono e violenza.
Le vicende di Michael Blomkvist e Lisbeth Salander si alternano parallelamente fin dalle prime pagine del romanzo e le loro vite sono destinate ad incontrarsi in seguito all’incarico, ricevuto da Michael, di risolvere un intricato mistero, legato alla famiglia dei Vanger, magnati dell’industria svedese.

Idelfonso Falcones: La mano di Fatima

Spagna. XVI secolo. Hernando Ruiz lotta per la sopravvivenza in un paese devastato dalle lotte tra cristiani e moriscos per la supremazia dell’unica religione e dell’unico Dio. Di religione musulmana, Hernando porta su di sè il marchio della cristianità: è frutto di una macabra unione, nato dallo stupro di sua madre da parte di un prete cristiano.
Le sue origini gli impediscono di essere accettato dagli altri moriscos: i suoi grandi, “cristiani” occhi azzurri lo rendono così diverso dagli altri bambini della sua comunità da costituire un marchio di vergogna. Amato solo di nascosto dalla madre e ripudiato dal suo intero villaggio, Hernando impara a lottare fin da bambino per ottenere il rispetto degli altri e far valere la sua identità di musulmano.

Quella “assenza” che uccide

Davvero si può morire a diciassette anni con un proiettile conficcato in testa? Si. E non bisogna nemmeno andare troppo lontano per trovare questa risposta: basta restare nei vicoli ombrosi e malfamati dei quartieri popolari di Napoli, dove lo Stato è un miraggio insperato e la civiltà non arriva, se non nella sua forma più brutale e arcaica, l’impietosa legge del taglione, l’”occhio per occhio dente per dente” a cui è impossibile sottrarsi. E’ qui che la morte abita, in questi luoghi dimenticati dalla legge e dalle istituzioni; qui la morte prolifera, giusta, meno giusta, e colpisce a caso, indiscriminatamente, assecondando le leggi di un Fato capriccioso.

Chi ci ha tolto il pane di bocca?

Milano, 1628. Scoppia la rivolta del pane. La siccità, la guerra e l’incapacità gestionale dei governanti portano a un rincaro dei prezzi del pane. Il popolo esasperato assedia prima i forni, poi si reca a far giustizia a casa del vicario. Tunisi, 2011. Scoppia la rivolta del pane. Gli incendi in Russia, le inondazioni in Australia e la siccità in Argentina, da sole sono bastate, senza scomodare la menzione di guerre e malgoverno, a danneggiare i campi e ridurre i raccolti, provocando un conseguente aumento dei prezzi dei generi di prima necessità. I secoli sono passati, ma niente sembra cambiato. Le tecnologie hanno senza dubbio fatto passi da gigante, e la globalizzazione dei mercati ha facilitato i commerci internazionali, certo. Proprio per questo una crisi alimentare oggi non può restare confinata in un singolo Stato, ma si trova ad assumere una portata mondiale.

Sarah Scazzi: una morte spudorata al servizio dei mass media

Immaginate di avere quindici anni. Immaginate una vita normale, una quotidianità fatta di gesti rituali e consuete abitudini, ma anche di sogni, aspirazioni, le innocenti fughe immaginifiche di quell’età adolescenziale. Ricordate i vostri quindici anni? La genuinità dei pensieri, la spontaneità delle amicizie, i primi batticuori; la sensazione di avere tutta una vita davanti, la fame della scoperta, la brama di crescere e diventare grandi. E poi i dubbi, le insicurezze, i segreti nascosti tra le pagine dei diari; la paura di sbagliare, di non essere accettati. La ricerca incessante della propria identità, la voglia di trovare un posto nel mondo.

Un blog da Scampia – Napoli

Benvenuti nel blog lineadiconfine.it.
Un blog generalista, scritto da Scampia a volte su Napoli e Scampia, ma non solo; perché questo quartiere non può e non deve essere visto e vissuto come una realtà diversa da un qualsiasi altro luogo di questa magnifica città!

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