Perché l’emergenza rifiuti a Napoli non avrà mai fine
Munnezza, munnezza e ancora munnezza. La spazzatura a Napoli è dappertutto, in centro e in periferia, nei vicoli tra le case e sulle strade extra-urbane. La munnezza è ormai simbolo di Napoli, come prima lo erano la pizza o il mandolino: tanto che il pestilenziale sacchetto ha fatto (benedetto senso dell’humor di qualche incauto commerciante) la sua comparsa anche tra i souvenir per turisti che affollano le bancarelle del centro. E se Napoli fa rima con munnezza, napoletano diventa sinonimo di sudicione, o peggio accattone: l’emergenza rifiuti è sbattuta in prima pagina su tutti i quotidiani internazionali, e i civilissimi abitanti del “Nord”, d’Italia e d’Europa, non si spiegano perché mai i napoletani protestino contro discariche e inceneritori, perché preferiscano tenersi la munnezza per la strada piuttosto che destinarla agli appositi siti di stoccaggio.
Il giornalismo italiano oggi
Qualche tempo fa, navigando in Internet, mi imbattei in una commovente lettera di risposta, pubblicata su un Grande Giornale Nazionale da un Grande Giornalista Italiano, a un giovane di belle speranze che aveva scritto alla redazione confidando il suo sogno di diventare giornalista e chiedendo consigli in merito. La risposta del Grande e Arrivato Giornalista in questione, comodamente ancorato alla sua calda poltrona, di cui ora non ricordo il nome, suonava più o meno così: anche se difficile, anche se teoricamente impossibile, non bisogna mai rinunciare ai sogni, perché se uno ci crede davvero prima o poi i sogni si avverano. Un’immagine romanticamente piena di speranza, non c’è dubbio. Un appello accorato che invita i giovani a lottare con perseveranza per raggiungere i propri obiettivi, a non lasciarsi scoraggiare dai fallimenti e dai rifiuti, dalle prevaricazioni dei potenti e dalle vittorie degli incompetenti con qualche conoscenza “in alto”, perché se c’è talento prima o poi verrà pure l’affermazione. Già, il talento. Un requisito fondamentale per emergere. Eppure chissà perché oggi tanti giovani talentuosi si vedono in mezzo a una strada.
