Chi ci ha tolto il pane di bocca?
Milano, 1628. Scoppia la rivolta del pane. La siccità, la guerra e l’incapacità gestionale dei governanti portano a un rincaro dei prezzi del pane. Il popolo esasperato assedia prima i forni, poi si reca a far giustizia a casa del vicario. Tunisi, 2011. Scoppia la rivolta del pane. Gli incendi in Russia, le inondazioni in Australia e la siccità in Argentina, da sole sono bastate, senza scomodare la menzione di guerre e malgoverno, a danneggiare i campi e ridurre i raccolti, provocando un conseguente aumento dei prezzi dei generi di prima necessità. I secoli sono passati, ma niente sembra cambiato. Le tecnologie hanno senza dubbio fatto passi da gigante, e la globalizzazione dei mercati ha facilitato i commerci internazionali, certo. Proprio per questo una crisi alimentare oggi non può restare confinata in un singolo Stato, ma si trova ad assumere una portata mondiale.
Sarah Scazzi: una morte spudorata al servizio dei mass media
Immaginate di avere quindici anni. Immaginate una vita normale, una quotidianità fatta di gesti rituali e consuete abitudini, ma anche di sogni, aspirazioni, le innocenti fughe immaginifiche di quell’età adolescenziale. Ricordate i vostri quindici anni? La genuinità dei pensieri, la spontaneità delle amicizie, i primi batticuori; la sensazione di avere tutta una vita davanti, la fame della scoperta, la brama di crescere e diventare grandi. E poi i dubbi, le insicurezze, i segreti nascosti tra le pagine dei diari; la paura di sbagliare, di non essere accettati. La ricerca incessante della propria identità, la voglia di trovare un posto nel mondo.
