Archivio per luglio, 2011
Napoli: Piazza e Guglia di San Domenico
La piazza dominata dall’abside poligonale della chiesa di San Domenico cominciò ad assumere una forma propriamente urbana nel Rinascimento; in precedenza, era stato semplicemente uno slargo posto ai confini della città antica e attraversato dalla murazione del IV secolo a.C., per lungo tempo occupato in parte da orti. I sovrani aragonesi ne fecero il centro di una zona privilegiata dalla nobiltà, che aveva il nucleo principale nella chiesa dei Domenicani, scelta per custodire le spoglie della dinastia, e un’appendice nel vicino seggio aristocratico di Nilo.
Napoli: Palazzo Carafa di Roccella o della Spina
Il ramo dei Carafa cosiddetti della Spina prese questo nome in occasione di un torneo, presieduto da Carlo d’Angiò, nel corso del quale due cavalieri della casa Carafa conficcarono delle spine sui loro scudi, essendosi accorti del disappunto del Re per l’eccessiva somiglianza tra lo stemma dei Carafa e quello della casa d’Ungheria, alla quale apparteneva la regina Maria, moglie di Carlo II.
“Dove diavolo è la munnezza?”
L’emergenza rifiuti non smette mai di fare notizia. Ed è proprio su questo che punta il video dei The JackaL, “Dov’è Napoli? (Where the hell is munnezza?) cliccato ed ammirato già più di 150mila volte dal popolo della rete.
Napoli: Palazzo Venezia
Il palazzo Venezia fu sede degli inviati veneti nel Regno fino alla caduta della Repubblica veneziana. Quando fu donato dal re Ladislao alla Serenissima (1412), l’edificio apparteneva ai Sanseverino di Matera e prese il nome di palazzo San Marco.
Napoli: Palazzo Mazziotti
Palazzo Mazziotti rappresenta uno dei rarissimi esempi di edilizia civile che riutilizzi spazi un tempo di pertinenza conventuale. Durante il decennio di dominazione francese – ma anche in epoca successiva -, con le soppressioni degli ordini religiosi, i complessi conventuali sequestrati ebbero prevalentemente destinazione militare.
Napoli: Palazzo Filomarino della Rocca
La fondazione del palazzo Filomarino della Rocca risale all’età angioina. Nel XIV secolo la famiglia Brancaccio volle realizzare la sua dimora nei pressi della cittadella monastica di Santa Chiara, a quel tempo particolarmente cara al re Roberto ed alla regina Sancia. La fondazione dell’importante monastero francescano contribuì ad attrarre l’interesse delle grandi famiglie napoletane per quest’area urbana sino ad allora periferica.
CleaNap fa piazza pulita
Molti cittadini di Napoli sono ormai stanchi di sentir parlare soltanto di monnezza, roghi e implicazioni camorristiche e di sentirsi apostrofare per l’ennesima volta – dai politici di turno e dai connazionali che hanno accesso ai media – come un popolo di incivili, tuttavia non tutti hanno la forza, il tempo o il coraggio di manifestarlo e di reagire concretamente.
Qualcuno però ci riesce, per fortuna; qualcuno cerca di far sentire la propria voce indignata, promuovendo azioni costruttive per cambiare volto alla città ed un buon esempio di cittadinanza attiva si segnala a Napoli nelle ultime settimane.
Spider Truman e il Palazzo dei segreti
Se fosse un film in uscita al cinema, probabilmente, si chiamerebbe proprio così, Spider Truman e il Palazzo dei segreti. Il film racconterebbe le avventure di un ex dipendente precario, licenziato e in cerca di vendetta, che, dopo aver lavorato per 15 anni in quel di Montecitorio (forse in qualità di portaborse, lui stesso si definisce “servo dei servi”), decide di spifferare i segreti più segreti della casta politica nazionale.
Napoli: San Francesco delle monache
La chiesa faceva parte del più vasto complesso monastico nella zona compresa tra le vie Santa Chiara, Benedetto Croce, Giovanni Maggiore Pignatelli, Pallonetto di Santa Chiara. Oggi, chiusa al culto, è sede di iniziative culturali, mentre la sacrestia ospita la sezione napoletana di Italia Nostra.
Napoli: ancora a Spaccanapoli
Oggi torniamo a Spaccanapoli per scoprirne altre meraviglie. Dopo Cappella Sansevero, un tempo legata al palazzo di Sangro, collocata in un isolato immediatamente a monte di piazza San Domenico Maggiore e superata la chiesa di Sant’Angelo a Nilo e la statua del Corpo di Napoli, Spaccanapoli si chiama via San Biagio dei Librai.
