sottili differenze di prospettiva

Napoli: San Francesco delle monache

La chiesa faceva parte del più vasto complesso monastico nella zona compresa tra le vie Santa Chiara, Benedetto Croce, Giovanni Maggiore Pignatelli, Pallonetto di Santa Chiara. Oggi, chiusa al culto, è sede di iniziative culturali, mentre la sacrestia ospita la sezione napoletana di Italia Nostra.

L'origine della chiesa, voluta da Sancia moglie di re Roberto D'Angiò, risale al 1325. La chiesa con l'annesso monastero subì notevoli modifiche nel corso del XVII e del XVIII secolo e fu devastata dai bombardamenti del 1943. Di grande effetto scenografico è la facciata, interamente occupata da una cancellata in ferro battuto inserita in una splendida cornice di piperno, eseguita nel 1751 - su disegno dei fratelli Vecchione - dal marmoraro Crescenzo Trinchese. All'interno si vedono nella zona presbiteriale i resti dei sepolcri delle due nobildonne napoletane Gesualdo (1480) e della Ratta (1511).

Si ricorda infine il convento che ospitò nel XVII secolo Giulia Gonzaga, famosa per il tentativo di diffondere a Napoli la dottrina di Juan de Valdés. Soppresso nel 1808, parte del suo chiostro appare oggi inglobato nell'edificio sito in via Benedetto Croce, 56.


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