Napoli: Palazzo Filomarino della Rocca
La fondazione del palazzo Filomarino della Rocca risale all'età angioina. Nel XIV secolo la famiglia Brancaccio volle realizzare la sua dimora nei pressi della cittadella monastica di Santa Chiara, a quel tempo particolarmente cara al re Roberto ed alla regina Sancia. La fondazione dell'importante monastero francescano contribuì ad attrarre l'interesse delle grandi famiglie napoletane per quest'area urbana sino ad allora periferica.
L'attuale edificio presenta una eccezionale stratificazione architettonica. Del palazzo medievale dei Brancaccio restano solo i frammenti di due archi ogivali lungo le pareti dello scalone realizzato da Ferdinando Sanfelice: al principio del XVI secolo l'edificio fu ricostruito dai nuovi proprietari, i Sanseverino, principi di Bisignano, con l'intervento (1512-30 ca.) di Giovan Francesco di Palma, che realizzò il monumentale portico del cortile.
Un nuovo intervento di restauro si rese necessario nella seconda metà del Seicento per riparare, o meglio ricostruire, l'ala superiore dell'edificio, andata distrutta durante la sommossa di Masaniello, quando gli spagnoli, per snidare i rivoltosi asserragliati nell'edificio, lo presero a cannonate. I nuovi proprietari, i Filomarino della Rocca, nel Settecento intrapresero ulteriori lavori di trasformazione. A questo nuovo intervento appartiene il bel portale di Ferdinando Sanfelice. Infine, nel secolo scorso, fu aggiunto un terzo piano.
Nel palazzo Filomarino visse e morì (1952) Benedetto Croce, fondandovi, nel 1947, l'Istituto Italiano per gli Studi Storici che qui ha sede e di cui si conserva la ricchissima biblioteca.
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