sottili differenze di prospettiva

Archivio per gennaio, 2012

Tra forconi e taniche (di benzina), l’Italia si spacca

Napoli, 23 Gennaio 2012, ore 18.00 – Fila interminabile al distributore di benzina di fronte casa mia. Q8. Le macchine che cercano di immettersi nella coda sono talmente tante da occupare quasi tutta la carreggiata. Clacson a strombazzare e un traffico della malora. Ore 12.00 – telefona un amico, chiede a me e una mia collega se prendiamo un caffè con lui. Oggi non ha potuto andare a lavoro. La Napoli-Caserta è bloccata, invasa dall’ennesima fila, questa volta diversa: sono gli autotrasportatori in sciopero, che, subissati dalle accise sulla benzina e dalle tasse governative, di comune accordo hanno deciso di scioperare. E non solo. Di bloccare la viabilità interurbana occupando le carreggiate di una delle arterie autostradali maggiormente percorsa dai pendolari del Sud.

Giornata della memoria: le iniziative napoletane

“Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita.
Da qualunque parte tu venga, tu non sei estraneo,
Fa’ che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia inutile la nostra morte.
Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento,
Fa’ che il frutto orrendo dell’odio, di cui qui hai visto le tracce, non dia nuovo seme né domani né mai!”

Napoli: Via Foria e l’Albergo dei Poveri

La strada, Via Foria, nasce dov’era il vallone fuori dalle mura nord della città, spesso invaso da acque piovane. Il nome probabilmente deriva da Forino – cognome dei principi che nel XVII secolo costruirono qui una villa con giardini – trasformato, poi, in Foria forse proprio per la collocazione periferica del luogo il quale, tuttavia, era tutt’altro che disabitato, essendo presenti nell’area oltre porta San Gennaro tanto i borghi che le necropoli.

Napoli: Chiesa Santa Teresa al Museo

La scenografica facciata della chiesa della Madre di Dio, più nota come Santa Teresa al Museo o Santa Teresa degli Scalzi, prospetta sull’ampia via Santa Teresa, aperta durante il decennio francese (1806-1815) per congiungere più agevolmente il centro antico di Napoli con Capodimonte.
La chiesa con l’annesso convento (iniziata nel 1604 e consacrata nel 1612) sorse grazie alle elemosine raccolte dal venerabile Pietro della Madre di Dio, un frate carmelitano scalzo seguace di santa Teresa d’Avila, che dalla Spagna era giunto a Napoli per predicare.

Napoli: Piazza Porta Capuana

L’attuale isolamento di Porta Capuana probabilmente non consente di cogliere al primo sguardo il senso di questo luogo, che costituiva il più importante ingresso orientale alla città, e forse l’ingresso principale tout court. La porta faceva parte infatti delle mura ampliate da Ferrante d’Aragona (che da Santa Maria del Carmine giungevano a Donnaregina, includendo il Lavinaio e la Duchesca), delle quali restano solo pochissime tracce.

George Best, stella implosa del calcio

Ci sono due modi per ricordare George Best: il primo vi causerà rabbia, rimorso, dolore per non aver visto questo immenso giocatore esprimere tutto il suo formidabile ed inarrivabile talento; la seconda vi porterà gioia, un’incredibile stato di estasi e la privilegiata opportunità di aver potuto ammirare uno dei più grandi artisti sportivi mai apparsi sul pianeta.

Museo MADRE: le polemiche e il rischio chiusura

La difficile situazione economica degli ultimi tempi sta colpendo indiscriminatamente i settori produttivi di tutta Italia. La cultura, tuttavia – con i tagli previsti dalle varie manovre finanziare degli ultimi 12 mesi – sembra essere tra i settori che se la passano peggio, soffrendo tanto la mancanza di fondi quanto il limitato potere d’acquisto della popolazione e un suo conseguente, costante disinteresse per le attività culturali dinanzi alla complessità del vivere quotidiano.

Napoli: Chiesa di Santa Caterina a Formiello

E’ questa una della più importanti chiese del Rinascimento napoletano, caratterizzata, nella facciata e nel fianco destro dell’edificio, da eleganti membrature in piperno che si stagliano sul bianco intonaco, mentre in alto si staglia la grande cupola. Una chiesa rinascimetale, “la prima – come scrive il Celano nel 1692 – che fosse stata vista in Napoli”.

Napoli: Chiesa di San Giovanni a Carbonara

Il complesso di San Giovanni a Carbonara è costituito da più chiese e prende nome dalla zona in cui sorge, un tempo destinata a raccogliere i rifiuti, fuori dalle mura angioine (il Carbonarius). Fondato dagli Agostiniani, su di un suolo donato da Gualtiero Galeota affinché fosse lì eretto un luogo di culto dedicato al Battista, fu edificato tra il 1343 e il 1418.

Napoli: Chiesa dei Santi Apostoli

La fondazione della chiesa risale alla metà del V secolo, all’epoca del vescovo Sotero. Nel 1574 l’edificio passò dalla famiglia Caracciolo di Vico ai Teatini, che ne iniziarono la ristrutturazione. L’incarico fu conferito nel 1609 ca. a Francesco Grimaldi, ma i lavori proseguirono con Giovanni Giacomo di Conforto (1626-1630) e con Agostino Pepe (1630-1640). La chiesa è costituita da un’unica navata, coperta da volte a botte, con quattro cappelle per lato sovrastate da cupolini ellittici, e si conclude in un’abside semicircolare. A fianco del monumento sorge il monastero, oggi sede del liceo Artistico.

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