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Caponapoli(2)
La collina di Caponapoli, oggi quasi del tutto occupata dalle cliniche universitarie, corrisponde alla parte più alta e antica della città greca, l’acropoli.
Certamente – come testimoniano i ritrovamenti di figurine votive in terracotta – si trovava qui un importante centro di culto e forse sorgeva sull’altura anche il mitico tempio (o sepolcro) di Partenope, mai precisamente localizzato.
Teatro Bellini
Il primo teatro Bellini, inaugurato nel 1864, fu distrutto da un incendio nel 1869 che salvò soltanto le mura esterne dell’edificio. Il suo committente, il barone Nicola La Capria Sabelli, incaricò lo stesso architetto che l’aveva progettato, Carlo Sorgente, di ricostruirlo e, il 6 febbraio1878, un’edizione de I Puritani inaugurò il nuovo teatro.
Accademia di Belle Arti
Fondata da Carlo di Borbone nel 1752, con l’intento di “educare” i giovani aspiranti artisti era, fino a qualche decennio fa, l’unica accademia dell’Italia meridionale peninsulare. Originariamente allocato nel Palazzo degli Studi (attuale Museo Archeologico), per risolvere i problemi dell’Istituto di Belle Arti, nel programma di bonifica dell’area delle Fosse del Grano, fu stabilita la realizzazione di una nuova e più appropriata sede, utilizzando in parte le strutture sei-settecentesche del convento di San Giovanni Battista delle Monache.
Chiesa Santa Maria di Costantinopoli
La storia della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli è legata al diffondersi della peste a Napoli in età moderna, come testimonia la scritta sul fregio che divide i due ordini della facciata: “Matri Dei ob Urbem ac Regnum a Peste Servatam”. Si narra che durante l’epidemia del 1527-28 la Madonna di Costantinopoli sia apparsa ad una “vecchiarella”, chiedendole di far cercare una sua immagine dipinta sul muro e di erigere lì un tempio. Quando l’immagine fu rinvenuta lungo le mura di cinta sotto la rocca di Caponapoli, con il contributo di una confraternita di laici, fu edificata una cappella dedicata a Santa Maria di Costantinopoli.