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	<title>Linea di confine</title>
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	<description>sottili differenze di prospettiva</description>
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		<title>Massimo Troisi, una risata ci renderà immortali</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Di Somma</dc:creator>
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		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Troisi]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[“Una risata vi seppellirà”, recita una massima latina, mutuata nella più moderna espressione “morire dal ridere”. Personalmente, preferisco pensare che una risata allunghi la vita. Che nel momento del riso, un riso autentico, liberatorio, veritiero, la morte si riduca a uno spauracchio lontano, innocuo, depotenziato dalla forza trascinante della vita che esplode in una risata.]]></description>
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		<title>Caponapoli</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Di Somma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scopri Napoli e...]]></category>
		<category><![CDATA[Caponapoli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria delle Grazie]]></category>

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		<description><![CDATA[La collina di Caponapoli, oggi quasi del tutto occupata dalle cliniche universitarie, corrisponde alla parte più alta e antica della città greca, l'acropoli.
Certamente - come testimoniano i ritrovamenti di figurine votive in terracotta - si trovava qui un importante centro di culto e forse sorgeva sull'altura anche il mitico tempio (o sepolcro) di Partenope, mai precisamente localizzato.]]></description>
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		<title>Teatro Bellini</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 10:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Di Somma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scopri Napoli e...]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Bellini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo teatro Bellini, inaugurato nel 1864, fu distrutto da un incendio nel 1869 che salvò soltanto le mura esterne dell'edificio. Il suo committente, il barone Nicola La Capria Sabelli, incaricò lo stesso architetto che l'aveva progettato, Carlo Sorgente, di ricostruirlo e, il 6 febbraio1878, un'edizione de I Puritani inaugurò il nuovo teatro.]]></description>
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		<title>Accademia di Belle Arti</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 10:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Di Somma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scopri Napoli e...]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Belle Arti]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondata da Carlo di Borbone nel 1752, con l'intento di "educare" i giovani aspiranti artisti era, fino a qualche decennio fa, l'unica accademia dell'Italia meridionale peninsulare. Originariamente allocato nel Palazzo degli Studi (attuale Museo Archeologico), per risolvere i problemi dell'Istituto di Belle Arti, nel programma di bonifica dell'area delle Fosse del Grano, fu stabilita la realizzazione di una nuova e più appropriata sede, utilizzando in parte le strutture sei-settecentesche del convento di San Giovanni Battista delle Monache.]]></description>
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		<title>Roberto Bolle “inciampa” sui clochard</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 10:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Di Somma</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Rosa Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Bolle]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro San Carlo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora una volta è Twitter a dare il via ad una polemica che mette al centro Napoli e il disagio sociale che, troppo spesso, ne diventa l’emblema. Appena qualche giorno dopo Occupy Scampia, è da un tweet che parte la nuova querelle sul degrado cittadino; una querelle di cui si è reso protagonista Roberto Bolle, etoile di fama internazionale, che ha raccolto lo sfavore dei napoletani della rete grazie ad una dichiarazione “poco felice” sui clochard presenti in zona “San Carlo”: “i senzatetto che s’accampano e dormono sotto i portici del Teatro San Carlo, gioiello di Napoli, sono un emblema del degrado di questa città”.]]></description>
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		<title>Charles Dickens, umano troppo umano</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 08:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Di Somma</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bicentenario Charles Dickens]]></category>
		<category><![CDATA[caratterizzazione personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Dickens]]></category>
		<category><![CDATA[Oliver Twist]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ci sono due stili nel dipingere ritratti: quello serio, ed il sogghigno.”
Tra i due, non si possono avere dubbi che Charles Dickens privilegiasse nettamente il secondo. Considerato padre del romanzo sociale inglese e della narrativa picaresca – da picaro, “briccone” in spagnolo – che parla per bocca dei suoi personaggi, Charles Dickens (1812-1870) è senza dubbio uno dei più grandi narratori di sempre. È facile immaginarlo, come lo descrisse suo cognato Burnett, intento a scrivere nel bel mezzo di un salotto di conversazione, ravvivando di tanto in tanto la convivialità dei discorsi con un motto di spirito.]]></description>
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		<title>Chiesa Santa Maria di Costantinopoli</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Di Somma</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Chiesa Santa Maria di Costantinopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli è legata al diffondersi della peste a Napoli in età moderna, come testimonia la scritta sul fregio che divide i due ordini della facciata: "Matri Dei ob Urbem ac Regnum a Peste Servatam". Si narra che durante l'epidemia del 1527-28 la Madonna di Costantinopoli sia apparsa ad una "vecchiarella", chiedendole di far cercare una sua immagine dipinta sul muro e di erigere lì un tempio. Quando l'immagine fu rinvenuta lungo le mura di cinta sotto la rocca di Caponapoli, con il contributo di una confraternita di laici, fu edificata una cappella dedicata a Santa Maria di Costantinopoli.]]></description>
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		<title>François Truffaut, il cinema non è più finzione</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 09:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Di Somma</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cahiers du cinéma]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[François Truffaut]]></category>
		<category><![CDATA[nouvelle vague]]></category>

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		<description><![CDATA[La verità è una soltanto. Loro vogliono ciò che voglio io: l’amore. Tutti vogliono l’amore: ogni specie d’amore. Bertrand Morane, L’uomo che amava le donne.
Mi chiedo se sarebbe sbagliato interpretare la vita di François Truffaut come una continua ricerca d’amore. Non l’amore fisico, che si può trovare a ogni angolo di via, in svendita sui marciapiedi o nel calore avvolgente di qualunque corpo anonimo. Ma l’Amore quello vero, quello con la A maiuscola, quell’amore che è capacità di prendersi cura e bisogno soddisfatto di rispecchiamento nell’altro, sentimento di affiliazione e di appartenenza.]]></description>
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		<title>Occupy Scampia: l’ennesima, inutile trovata mediatica</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Di Somma</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Occupy Scampia]]></category>
		<category><![CDATA[Scampia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le rivoluzioni dell’epoca moderna, non c’è dubbio, partono dai social network. Ricorderete l’importante funzione assunta da Twitter durante la rivoluzione in Egitto o durante l’occupazione di Zuccotti Park da parte del movimento di indignati americani, “Occupy Wall Street”. Ebbene anche in Campania la rivoluzione si fa in rete: dopo un articolo apparso sul quotidiano “Il Mattino” in cui si denunciava il coprifuoco imposto dalla camorra ai cittadini del quartiere Scampia – negozi chiusi entro le 19.30 e bar entro le 22  – l’indignazione è tanta e c’è chi se ne fa portavoce: “Facciamo capire a ‘ste bestie che quel territorio non è il loro? Chi c’è?! Forzaaaa. Occupiamo Scampia!”.]]></description>
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		<title>Napoli, città a mobilità sostenibile</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 09:07:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Di Somma</dc:creator>
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		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Zona a Traffico Limitato]]></category>

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		<description><![CDATA[È ormai da qualche anno che, a Napoli, tira una brutta aria: tra il 2006 e il 2010 la nostra bella città si è rivelata una delle grandi metropoli italiane più infestate dall’inquinamento atmosferico, riuscendo a posizionarsi persino peggio della trafficata Milano. Gli effetti, poi, sembrano piuttosto evidenti se si considera che siamo anche al terzo posto della classifica nazionale per l’incidenza di ictus, infarto e cancro al polmone, patologie in forte correlazione con l’inquinamento dell’aria che, ogni giorno, siamo “costretti” a respirare.]]></description>
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