sottili differenze di prospettiva

La rabbia di Scampia

La rabbia di ScampiaRicevuto da Domenico Di Renzo e volentieri pubblicato.

Caro Direttore, ieri ho inviato alla Redazione di Rete4 la protesta delle associazioni di Scampia per il programma andato in onda lunedì [16 febbraio 2009] e commentato da Emilio Fede. Niente da eccepire sul taglio giornalistico, ma come già abbiamo detto in anticipo, quello che ci ha colpito è stato il ripetersi ed il rappresentare Scampia ed i suoi abitanti come una bolgia infernale, un girone maledetto in cui non esistono angeli, ma solo diavoli e dannati.

Chi conosce "Senza Barriere" sa che essa si batte per l'integrazione dei disabili, che ha aperto uno sportello all'interno dell'Ottava Municipalità, rivolto all'aiuto al disagio, che è contro tutte le barriere, tra cui quelle culturali e di comportamento. Ad essa si accompagnano anche altre associazioni, cooperative sociali, presenti sul territorio e che con essa si battono per il suo recupero dal degrado sociale.

Le crude immagini trasmesse, le uniche, quelle che non danno alcuna speranza, ci feriscono e ci offendono. Lo sportello ha raccolto la rabbia di quelli che ne hanno richiesto l'intervento. Ecco, questo è il risultato, il danno psicologico, inferto a chi senza alcuna colpa, deve vivere in un territorio di frontiera. Al di là di quelle povere e travagliate figure degli assuefatti alla droga, e di quelli che ad essa ricorrono, ci colpisce il senso di esclusione che Scampia deve patire. I nostri giovani ne escono marchiati, diseredati, senza futuro e questo non è giusto.

Come restare inerti di fronte all'intervista fatta ai giovani dei Quartieri Spagnoli, che affermano che nemmeno con un'abitazione gratis, si trasferirebbero e vivrebbero a Scampia. Come restare inerti, quando, dopo gli sforzi profusi per la messa in opera di uno spettacolo teatrale a Scampia, dall'Auditorium, un quotidiano come Repubblica, si chiede se sia necessario procedere ad una alfabetizzazione degli spettatori, che vi hanno assistito.

Ecco dove si giunge, quanti Maramaldi, devono infierire sulle spoglie di un intero quartiere di Napoli. Esiste il mercato della droga, o meglio il Supermercato della droga e noi lo abbiamo più volte denunciato, esiste una povertà endemica e noi lo abbiamo denunciato, esiste l'abbandono delle Istituzioni e lo abbiamo denunciato.

Con quale risultato, il nulla assoluto. Il Mattino di Napoli tace. Come tacere di fronte all'inesistenza della presenza sul territorio degli stessi Vigili Urbani, pardon della Polizia Municipale, il cui presidio di Secondigliano rischia la chiusura, per il dispiegare degli effettivi nella zona del centro, quella più rappresentativa. Pochissime volte ho visto la presenza delle forze dell'ordine, e rarissime volte quella dei blindati dell'esercito.

Napoli si dovrebbe riconoscere, inizia dalle periferie, e non c'è futuro se non si tiene conto di Scampia, di Ponticelli, Napoli è Scampia, è il Pallonetto, è Barra. Questa è la verità. Una città abbandonata, lì dove prolifica l'antistato, perchè alligna la rassegnazione, l'assuefazione, la clientela e non solo quella della camorra.

I nostri giovani e gran parte di essi è sana, con sani principi, con valori che abbiamo saputo impartirgli, si trovano ogni giorno a percorrere strade, vie con tristi spettacoli, con brutte figure di esistenze spezzate, lì dove non giunge il sole della speranza.

Anche questi programmi, troppi ora la distruggono. I migliori vanno via. Gli altri meriterebbero ogni giorno ben altri menzioni, medaglie al valore, all'eroismo di una vita per una eroica presenza sul territorio. Molti di quelli che sono stati intervistati, nel corso di Password, la totalità delle presenze, di quelle vite distrutte, viene a Scampia da tutto il territorio circostante e persino da fuori regione. I nostri giovani resistono, ma la loro esistenza, il valore della vita ne esce mortificato, e noi genitori, non sappiamo più cosa rispondere ai loro perchè. La mancanza di punti di riferimento, unita al degrado generale, all'esclusione forzata, al marchio che gli si è cucito addosso, causa e provoca un senso di sconforto difficilmente superabile. Quanti sogni infranti, quante promesse non mantenute, quanti traguardi mancati, senza un domani sicuro, senza un futuro....

Il senso di abbandono, d'ineluttabilità del vivere, è inevitabile in un quartiere, che già nato senza storia propria, torna ed è mantenuto agli onori della cronaca solo per omicidi e per tutto quello che è legato al narcotraffico. Non esiste aggregazione sociale, gli spazi sono dilatati in un immenso dormitorio senza negozi, senza piazze, senza cinema, la presenza sporadica di qualche bar ed il rincorrersi di enormi palazzoni, lì dove il vivere si consuma quale mera e propria sopravvivenza. I progettisti, gli esperti di urbanizzazione, dovrebbero scontare pene inenarrabili, come ed in compagnia di tutti coloro che hanno reso possibile tutto ciò.

Scampia è il quartiere più giovane di Napoli, lì dove esiste la più alta concentrazione di giovani, calcolata nel 2008 a circa il 64% della intera popolazione. Scampia è giovane, ma a questi stessi giovani, si è consegnato un male di vivere, una sorta di roulette russa, la dove l'unico scampo è andare via.

Fede, e con lui tutti i giornalisti, vengano a Scampia e tutte le associazioni, in una lezione di civiltà, si renderanno partecipi, perchè finalmente si parli e si discuta di Scampia, dell'altra Scampia, quella seria, onesta. Esse non sono più intenzionate che Scampia e tutto il territorio di Napoli Nord e le sue periferie siano merce di scambio e di sfruttamento di tutte quelle forze estranee al territorio che si ricordano di esse quando e solo in tempo di elezioni e per i cospicui finanziamenti europei. Molte opere rimangono incomplete per anni e questo aggiunge degrado a degrado, con una continua cantierizzazione sempre incompleta e mai terminata.

Domenico Di Renzo Direttore di " Senza Barriere" - Onlus
Tel. 08119573880 - 3392461590
website: www.senzabarriere.info e-mail: senzabarriere.d@libero.it

 

 

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