sottili differenze di prospettiva

Celosia

CelosiaE’ una pianta particolarmente apprezzata per le sue infiorescenze a spiga, gialle o rosse. La specie da cui derivano quasi  tutte le varietà è la Celosia argentea, che a sua volta raggruppa due sottospecie: la  Celosia argentea cristata (detta ”cresta di gallo” e la Celosia argentea plumosa (detta “amaranto piumoso”).  La prima è caratterizzata da infiorescenze a spiga sinuose, rosse arancio e gialle che ricordano una cresta di gallo e sbocciano tra giugno e settembre; la seconda ha foglie ovate e  fiori riuniti in spighe piumose erette, rosa, rosse, arancio e gialle con diverse tonalità che sbocciano da giugno ad agosto. Ricordiamo anche la Celosia chilosi che da origine  a molte varietà con infiorescenze ramificate e Celosia thompsonii più compatta con infiorescenze piumose rosso vivo.

Si coltivano come piante da appartamento ma si prestano anche a bordure per aiuole all’aperto. In giardino il terreno deve esser molto fertile, in vaso deve esserci un buon drenaggio per evitare l’accumulo di acqua.  Devono essere esposte  in zone luminose ma non in pieno sole, in appartamento la temperatura ottimale è di 18° C e non deve  scendere sotto i 14° C, all’esterno sopportano temperature più alte purchè non esposte direttamente al sole. Le annaffiature devono essere frequenti d’estate, per mantenere il substrato leggermente umido, facendo però attenzione agli eccessi perché è una pianta che teme i ristagni d’acqua. Si può seminare in febbraio  in un vaso con terreno ben drenato e posto in ambiente a temperatura minima di 15°C . Quando le piantine  cominciano a crescere  possono essere rinvasate singolarmente. Nel caso di semina all’aperto, questa deve avvenire in marzo nelle zone con clima mite e in aprile nelle altre zone per evitare le pericolose gelate.

Le possiamo trovare facilmente in commercio, nei supermercati e nei garden nella tarda primavera e per tutta l’estate, preferire le piante con infiorescenze non ancora sviluppate.

Per quanto riguarda le malattie, queste piante possono essere attaccate dagli afidi che sottraggono le sostanze nutritive e quindi bisogna effettuare un trattamento con gli aficidi. Particolare attenzione anche alla PH (acidità) del terreno, infatti se è molto elevato si può verificare la c.d. clorosi fogliare tipica della carenza di ferro, per cui basterà trattare la pianta con chelati di ferro.

Un ultimo consiglio che vale un po’ per tutte le piante: attenzione ai terreni mal drenati che possono provocare marciumi, quindi, in questo caso ridurre le annaffiature.

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