Estinte Illusioni
Sono pronto a pagare con l'argento, con l'acciaio,
triste e irriverente formicaio di vendetta,
stelletta arrugginita che punge le dita,
che allieta il sorriso dell'idiota.
Sono pronto a verniciare il mio viso
stanco e triste con tinte miste,
sono pronto ha sacrificare queste mie illusioni estinte
dipinte malamente sulle pareti degli assurdi sogni anacoreti,
che santificano le tonache di piccoli preti
che si serbano con cura e attenzione come segreti.
Sono pronto a pregare per questi alberi caduti
ai miei piedi per troppe estati,
ora consunti e tremanti come teneri e
insicuri amanti, distesi fra le foglie secche
con le chiome cadenti e perdenti,
sfibrate, fra quelle nebbie sbavate,
che rapiscono le bicchierate e inaspricono le chiaccherate
nelle ciminiere di assurde serate,
sono pronto finalmente a baciare quelle abitudini,
quelle latitudini, quelle grandi incudini che campeggiano nel cielo.
Sono pronto a sparare gli ultimi versi,
piccoli proiettili che attraversano
veloci, la percezione istantantanea della pace sotterranea.
Autore: Francesco Finizio
Lascia un commento