Stagioni
E' vero mi sento straniero,
una foglia ingiallita di pero,
un'acino di vino sincero,
uno stremato levriero
che segue ancora la triste signora.
L'anziana castagna rimbalza sonora
sul viso ammuffito dell'estate canora,
respiro nell'aria un lutto segreto
di note danzanti e forti colori,
le piogge incessanti,
le morbide nebbie.
Negli occhi d'agosto spariscon le sabbie,
si sente straniero ormai questo sole
bandito, sporcato dal grigio lavato;
un grido dorato che graffia e che incide,
la vecchia sonata si incanta
noiosa nel disco di fuoco.
E' vero cio che ho scritto,
succede davvero, mi sveglio, barcollo
non sono più dritto,
respiro il soffritto di strade e sottane,
oh tristi conchiglie, oh vecchie puttane;
il rumore del mare si spegne
in silenzio in poche parole.
Autore: Francesco Finizio
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