Antoine de Saint-Exupéry: Il piccolo principe
Disperso nel bel mezzo del deserto, durante un affannoso tentativo di rianimare il suo aereo in avaria, un aviatore fa una conosenza interessante: un bambino con i capelli d'oro, curioso e testardo... con una storia da raccontare e tante domande alle quali è necessario sempre rispondere, dato che non c'è verso di fargli cambiare argomento finchè non gli rispondiate.
E' un Piccolo Principe che viene da un lontanissimo asteroide dove è possibile vedere il tramonto più volte al giorno spostandosi soltanto un po' con la sedia e dove, a tenergli compagnia, c'è solo una rosa vanitosa e un po' capricciosa. Egli è giunto sulla Terra dopo un lungo peregrinare in cerca di amici... perchè durante il suo viaggio ha incontrato tante persone, ma nessuna tra queste gli si è proposto come tale: un re arrogante, ma senza sudditi; un uomo d'affari che si crede il proprietario di tutte le stelle dell'universo; un ubriacone che beve nel tentativo di dimenticare la vergogna che gli provoca essere un ubriacone...nessuno di loro si è interessato al Piccolo Principe, erano tutti troppo presi da se stessi per poter "guardare oltre il loro naso" e scoprire nell'altro un possibile amico.
Solo sulla Terra il bambino troverà ciò che cerca: proprio con l'aviatore disperso riuscirà a stabilire un legame indissolubile che nulla, neppure le incommensurabili distanze che li separano, riuscirà mai ad infrangere.
Quella del piccolo principe è una favola, una favola che Antoine de Saint-Exupéry ha regalato a tutti i lettori, grandi e piccini: un racconto sull'importanza dell'amicizia, sull'esigenza primaria dell'uomo di "creare legami".
L'adulto che legge "Il piccolo principe" prova immediatamente un senso di familiarità. E' un ricordo vago, l'impressione di aver già sentito o immaginato molte delle cose raccontate da quel bambino chiacchierone; inizialmente si stenta un po' a riconoscerlo, ma poi... ecco riaffiorare una vecchia conoscenza, il bambino che si è stati, da troppo tempo dimenticato.
Con grande semplicità l'autore riesce a trasportare il lettore nel magico mondo dei bambini... "Si può vedere solo con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi": per conoscere davvero il mondo è necessario guardare le cose con una naturalezza che solo i bambini hanno; come soltanto loro sanno fare, con la curiosità e con il "cuore", i bambini "sentono" ciò vedono per farne esperienza. Da grandi, purtroppo, la ragione e le difficoltà prendono il sopravvento su troppe cose, rendono "invisibile" ciò che è reale ed essenziale della vita. Ecco cosa ci ricorda il nostro Piccolo Principe.
I comportamenti degli adulti sono, fin troppo spesso, agli occhi dei bambini inspiegabili e inutili: davanti all'incredulo lettore si manifesta chiaramente il contrasto tra l'infanzia e l'età adulta e il piccolo principe diventa il simbolo dell'attaccamento all'infanzia e testimonia quanto il passaggio all'età adulta possa rivelarsi, a volte, traumatico. Tutto ciò appare ancora più lampante in una delle frasi più famose di Antoine de Saint-Exupéry: "Tutti i grandi sono stati bambini una volta (Ma pochi di essi se ne ricordano)". E allora, leggiamo questa favola e proviamo a ricordare ciò che siamo stati. Forse i racconti di questo bimbo curioso potranno esserci utili a ritrovare qualcosa di noi che è andato perduto o che si è assopito tanto tempo fa ed ora è solo in attesa di qualcuno che parli al suo cuore e torni a farlo rivivere.
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