Archivio etichetta per ‘mafia’
Paolo Borsellino, il ricordo non basta
Lamiere accartocciate, resti di quella che era stata un’automobile. Carcasse di metallo fumanti, roghi di benzina sui marciapiedi, le facce attonite dei poliziotti davanti a una strada devastata. Ce le ricordiamo tutti, queste immagini, anche noi che in quegli anni eravamo bambini. La scena del crimine non è quella di un attentato moderno, ma quella di un’esecuzione in piena regola. Non kamikaze che si fanno esplodere in mezzo alla gente, ma sicari. Che programmano con dovizia di particolari un assassinio su commissione. Della mafia.
Giovanni Falcone e la mafia “vincibile”
“È morto, è morto nella sua Palermo, è morto fra le lamiere di un’auto blindata, è morto dentro il tritolo che apre la terra, è morto insieme ai compagni che per dieci anni l’avevano tenuto in vita coi mitra in mano. È morto con sua moglie Francesca. È morto, Giovanni Falcone è morto.”Così scriveva Attilio Bolzoni su La Repubblica di Palermo il 24 maggio 1992. Parole che gridano sdegno e incredulità. Immagini, quellle della strage di Capaci, che tutta l’Italia ha ancora davanti agli occhi, e che in questi giorni di lutto nazionale per la strage di Brindisi, in cui una studentessa sedicenne ha perso la vita davanti a una scuola intitolata a Francesca Morvillo Falcone – chissà se per una grottesca coincidenza o per oscuri piani criminali – sembrano più vivide che mai.
La Mafiopoli di Peppino Impastato
Giuseppe Impastato, meglio conosciuto come Peppino (Cinisi 5 Gennaio 1948 – Cinisi 9 Maggio 1978), è stato giornalista, conduttore radiofonico, politico ma soprattutto il simbolo dell’opposizione all’omertà mafiosa. Nato in una famiglia di origine mafiosa, il cui padre, Luigi, capo e membro di un clan, lo allontanò di casa poiché contrario alle ideologie del figlio, Peppino Impastato è oggi un esempio di coraggio, di libertà, di un paese migliore, unito contro la malavita. A lui si deve la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d’Italia, avvenuta un anno dopo la sua morte, il 9 Maggio del 1979, che vide la partecipazione di 2000 persone.
Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie
“Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.
