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Natale in tempo di crisi
Quest’anno la crisi ha portato, sotto l’albero di Natale, tanti desideri e molta frugalità: quello del 2011 è stato, infatti, il Natale del risparmio e del riciclo e i consumi sono notevolmente calati in tutta Italia. Se il 34% delle famiglie campane ha dichiarato di aver effettuato le spese natalizie con prestiti e finanziamenti – e probabilmente è proprio per questo che le vendite del settore hi-tech non hanno risentito della crisi – è vero anche che sono svariati i settori sui quali è ricaduta la scure del risparmio: l’abbigliamento e le calzature – con un calo del 30% delle vendite, gli articoli di profumeria ed estetica – meno 20% – e perfino i giocattoli – che hanno fatto registrare un -5% delle vendite, sono tra i più colpiti, mentre hanno strenuamente resistito gli alimentari. Del resto, si sa, a Napoli il Natale è sinonimo di abbuffata e, sulle tavole nostrane, non potevano certamente mancare insalata di rinforzo, baccalà, capitone, struffoli e roccocò.
Napoli: Natale ha Napoli
Anche a Napoli si respira aria di Natale: le luminarie – in strada e sui bus – e gli addobbi dei negozi rallegrano la città e, nonostante la crisi economica – che, quest’anno, regalerà probabilmente festeggiamenti un po’ più fiacchi – i napoletani stanno, come tutti, adeguandosi all’atmosfera di gioiosa festa che, da sempre, caratterizza le festività dicembrine.
Non chiamatelo Babbo
Tutti noi abbiamo scritto, almeno una volta nella vita – ma quasi sicuramente più di una – una lettera che cominciava pressappoco così. Destinazione Lapponia o Polo Nord, a piacere. Destinatario unico: Babbo Natale. Eravamo bambini, crederci era bello; eppure la magia del Babbo più famoso di sempre continua a far sognare anche i grandi, quei bambini un po’ cresciuti che a Babbo Natale non ci credono più, ma ogni anno si ritrovano a sperare sempre un po’. A dirla tutta, Natale non sarebbe Natale senza di lui: tanto che basta pronunciare la parola per evocare immediatamente nella memoria l’immagine del vecchio, canuto, rosso vestito signore, con corredo di slitta e renne, sacco di iuta in spalla e barbone immacolato.
Dolce Natalizio: Il Divino Amore
Dolce natalizio della tradizione partenopea, il Divino Amore, porta il nome del convento all’interno del quale è stato preparato per la prima volta in onore della madre di Carlo D’Angiò. Ve ne proponiamo la gustosa ricetta, per allietare le vostre feste con la tradizione della pasticceria napoletana.
Il pranzo di Natale
Ogni anno prima del pranzo di Natale mio padre, il nonno, deve recitare la “sua” poesia di Natale. E’ una tradizione della mia famiglia che è obbligatorio rispettare e che fa divertire i nipoti presenti, nonostante quest’anno la più piccola abbia 15 anni e la più grande 25.
