sottili differenze di prospettiva

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Il cerchio da chiudere

Era il 1971, quando negli USA veniva pubblicato “Il cerchio da chiudere”, scritto da Barry Commoner, e il movimento ambientalista scientifico era appena nato. La sua tesi appariva incontestabile: la natura funziona con cicli chiusi, perciò la natura non conosce rifiuti. Ogni degradazione ambientale, ogni inquinamento, ma anche l’aumento a dismisura dei rifiuti rappresentano una rottura di questi cicli. Non c’è altra soluzione: bisogna “chiudere il cerchio!”

Rifiuti: è polemica tra Clini e De Magistris per un nuovo termovalorizzatore

La questione rifiuti a Napoli non smette di occupare i media nazionali: nonostante l’accelerazione della raccolta in strada e la partenza dei programmi per la raccolta differenziata porta a porta in diversi quartieri della città, l’emergenza non è ancora scongiurata, anzi. Per ora, a salvare i napoletani dal ritorno dei sacchetti in strada e dall’apertura di nuove discariche, è intervenuta la giunta comunale, che sta esportando i rifiuti all’estero, via nave, dopo aver incassato i “rifiuti” delle regioni italiane.

Coppa America e turismo a tema contro rifiuti e pregiudizi

Un’altra “piccola” umiliazione è in arrivo per i napoletani: una notizia che lascia l’amaro in bocca – e sottolinea, per l’ennesima volta, il marchio che la città si porta dietro a causa di anni di cattiva gestione delle sue emergenze – è stata portata in consiglio comunale dal consigliere Stanislao Lanzotti. Questa volta è stato il comune di Mestrino a ricordare Napoli solo ed esclusivamente per le sue criticità: per promuovere la raccolta differenziata, infatti, il comune padovano ha utilizzato sul proprio sito ufficiale un’immagine del Vesuvio circondato da un mare di rifiuti. Il senso del messaggio è piuttosto esplicito: vi conviene attuare una buona raccolta differenziata, altrimenti questa è la fine che attende le vostre strade.

Natale in tempo di crisi

Quest’anno la crisi ha portato, sotto l’albero di Natale, tanti desideri e molta frugalità: quello del 2011 è stato, infatti, il Natale del risparmio e del riciclo e i consumi sono notevolmente calati in tutta Italia. Se il 34% delle famiglie campane ha dichiarato di aver effettuato le spese natalizie con prestiti e finanziamenti – e probabilmente è proprio per questo che le vendite del settore hi-tech non hanno risentito della crisi – è vero anche che sono svariati i settori sui quali è ricaduta la scure del risparmio: l’abbigliamento e le calzature – con un calo del 30% delle vendite, gli articoli di profumeria ed estetica – meno 20% – e perfino i giocattoli – che hanno fatto registrare un -5% delle vendite, sono tra i più colpiti, mentre hanno strenuamente resistito gli alimentari. Del resto, si sa, a Napoli il Natale è sinonimo di abbuffata e, sulle tavole nostrane, non potevano certamente mancare insalata di rinforzo, baccalà, capitone, struffoli e roccocò.

Chiaiano: sequestrata una parte della discarica

A Napoli, si sa, la monnezza è ormai un po’ ovunque. Come la camorra e il clan dei Casalesi.
La storica famiglia camorristica campana, pur avendo subito negli ultimi mesi notevoli perdite a causa degli arresti di molti dei suoi affiliati, appare sempre più un’organizzazione dagli ingranaggi ben oliati, che riesce a rafforzare costantemente le sue fila, al punto che potrebbe aver “allungato le mani” anche sulla discarica di Chiaiano.

Perché l’emergenza rifiuti a Napoli non avrà mai fine

Munnezza, munnezza e ancora munnezza. La spazzatura a Napoli è dappertutto, in centro e in periferia, nei vicoli tra le case e sulle strade extra-urbane. La munnezza è ormai simbolo di Napoli, come prima lo erano la pizza o il mandolino: tanto che il pestilenziale sacchetto ha fatto (benedetto senso dell’humor di qualche incauto commerciante) la sua comparsa anche tra i souvenir per turisti che affollano le bancarelle del centro. E se Napoli fa rima con munnezza, napoletano diventa sinonimo di sudicione, o peggio accattone: l’emergenza rifiuti è sbattuta in prima pagina su tutti i quotidiani internazionali, e i civilissimi abitanti del “Nord”, d’Italia e d’Europa, non si spiegano perché mai i napoletani protestino contro discariche e inceneritori, perché preferiscano tenersi la munnezza per la strada piuttosto che destinarla agli appositi siti di stoccaggio.

Napoli: la belle “indifférente”

La città dei rifiuti sparsi sulle strade. La città delle discariche chiuse e riaperte, la città delle forze dell’ordine – e dell’ordine – fantasma. La città in cui a bruciare non sono gli inceneritori promessi, ma i roghi tossici a cielo aperto, che sprizzano scintille e fumo nero sulle corsie delle autostrade. La città della Camorra. La città degli scippi ai turisti e del turismo della droga. La città dei disoccupati, senza lavoro e senza parcheggi. Napoli è sulla bocca di tutti. Una Napoli invivibile, una Napoli sporca, una Napoli pericolosa. Un argomento all’ordine del giorno, un capro espiatorio su cui convogliare gli scontenti di un’opinione pubblica italiana che ama lamentarsi di tutto quello che nel Bel Paese proprio non va. E per la gente che a Napoli continua a vivere, oltre che a sopravvivere, sognando la fuga in un domani libero da paure e angosce, c’è solo da provare compassione.

Rifiuti da Problema ad Opportunità

Per tutelare e preservare le risorse naturali a vantaggio nostro e delle future generazioni è necessario differenziare i rifiuti in base alla tipologia (per esempio carta, plastica, vetro, umido etc.). Solo attraverso un corretto smaltimento sarà possibile il riciclo degli stessi. Ma non solo. Più è completa e selettiva la raccolta differenziata e più i rifiuti, invece di esssere un problema da risolvere con costi elevati e rischi per la salute e l’ambiente, diventano una risorsa energetica e una fonte di guadagno in termini economici.

La fascia intelligente

Da più parti ci chiedono cosa succede di nuovo a Scampia e non mi sembra giusto che tutto sia considerato fermo, a parte il crescere spaventoso dei cumuli di rifiuti. La prospettiva è quella di rafforzare una pastorale d’insieme, nello spirito di comunione e di collaborazione, nella speranza che i laici siano sempre più coinvolti e resi responsabili, tenendo conto che loro sono i primi protagonisti e testimoni di ambiti di vita essenziali. Chi meglio di loro può esprimersi sulla vita familiare, sui problemi delle coppie, sulle difficoltà nell’educazione dei figli, nel contatto con le scuole, nei problemi nel mondo del lavoro, della sanità, della camorra?

Un blog da Scampia – Napoli

Benvenuti nel blog lineadiconfine.it.
Un blog generalista, scritto da Scampia a volte su Napoli e Scampia, ma non solo; perché questo quartiere non può e non deve essere visto e vissuto come una realtà diversa da un qualsiasi altro luogo di questa magnifica città!

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